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L' EVIDENZIATORE di

PIU' TEMPO PER PRESENTARE IL 730
Più tempo per i contribuenti alle prese con la documentazione da presentare ai Caf utile alla compilazione del modello 730. Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ha prorogato dal 31 maggio al 20 giugno prossimo la scadenza per presentare ai centri di assistenza fiscale o ai professionisti abilitati la dichiarazione dei redditi 2011, mentre ci sarà tempo fino al 16 maggio per chi la consegna ai propri sostituti d’imposta.

20/05/2012

DUE LUTTOSI FATTI RENDONO TRISTE IL FINE SETTIMANA DEGLI ITALIANI

ORE 4,04: LA SCOSSA AVVERTITA ANCHE IN VENETO


Terremoto in Emilia: 6 morti

4 vittime in fabbriche della provincia di Ferrara

Terremoto_in_EmiliaDue donne uccise da infarto. Riattivato il traffico ferroviario

E' di sei morti il bilancio - ancora provvisorio - della forte scossa di terremoto avvertita all'alba in tutto il Nord Italia. Le vittime in Emilia-Romagna, dove si è registrato l'epicentro del sisma di magnitudo 5.9, tutte in provincia di Ferrara: tre a Sant'Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, e una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove è caduto il capannone di un'azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli (la foto di Elisabetta Baracchi dell'Ansa si riferisce a Finale Emilia, in provincia i Modena). La scossa è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un'altra di 2.9 alle 5.44. L'epicentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell'ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi.

I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove per precauzione è stato evacuato l'ospedale. Evacuati a scopo precauzionale i pazienti più gravi e i neonati anche dall'ospedale di Mirandola.

Ingenti danni anche nel Ferrarese, dove sono stati segnalati alle forze dell'ordine e alla Protezione civile numerosi crolli di edifici storici e case coloniche.

Tanta paura ma nessun danno, invece, nel capoluogo felsineo, dove la gente è scesa in strada. ''Questa notte in casa non torno più - ha raccontato una ragazza che si è radunata in piazza Maggiore insieme ad altre decine di persone - ho sentito una gran botta e sono corsa in terrazza, avevo paura di cadere''.

Una donna di 37 anni è morta a Sant'Alberto di San Pietro in Casale, nel Bolognese, probabilmente a causa di un malore provocato dallo spavento riportato durante il sisma. Lo ha riferito il Comando provinciale dei carabinieri di Bologna. I militari precisano che i sanitari intervenuti non hanno potuto pero' ancora stabilire definitivamente la causa del decesso. Un'altra donna,  una ultracentenaria è morta a Sant'Agostino, nel Ferrarese,pure lei per un malore provocato dalla paura per il forte sisma.

Riattivato in tutta la zona il traffico ferroviario, che era stato interrotto subito dopo la scossa più forte.



BRINDISI / LA BARBARIE  Sviluppi nell'indagine


C'E' UN FILM DELL'ATTENTATO

Dolore per Melissa Bassi, ansia per Veronica

Melissa_BassiTre bombole di gas collegate. Due sospetti ripresi da videocamere portati in Questura e interrogati e poi rilasciati

Scuola_BrindisiUn gesto sconsiderato, un atto isolato: il movente? ancora è troppo presto per poterlo dire. A parlare è il capo della procura di Brindisi Marco Dinapoli il quale ha confermato di avere a disposizione un filmato da dove emergerebbero indizi molto utili elle indagini. Intanto, due persone sono state portate nella Questura di Brindisi e sono state interrorate in relazione alla bomba esplosa davanti alla scuola Morvillo-Falcone in cui è morta una ragazza di 16 anni e altre cinque sono rimaste ferite. E' quanto risulta a Brindisireport.it, sito locale tra le principali fonti di informazione sull'attentato.  Le persone interrogate sono "soggetti identificati attraverso le registrazioni di una videocamera di sorveglianza, dei quali si sta approfondendo la posizione".  Secondo Brindisireport, in un caso si tratta di un ex militare di professione, con conoscenze di elettronica e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico. La video camera ha effettuato la registrazione nel cuore della notte tra venerdì e sabato. La polizia ha effettuato contestualmente all’accompagnamento in questura dei due sospettati estese perquisizioni nei loro domicili e relative pertinenze. I due hanno lasciato la Questura poche ore fa.

 La Procura: buone le immagini delle telecamere. "Abbiamo delle buone immagini. Non ce le hanno regalate, ce le siamo andate a cercare. Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all'attentato". Queste le parole del procuratore della Repubblica a Brindisi, Marco Dinapoli. Stazionarie intanto le condizioni delle quattro ragazze rimaste gravemente ferite dallo scoppio dell'ordigno.

L'ATTENTATO. Crimine a Brindisi, dove ieri faceva tappa la "Carovana della legalità". Una violenta esplosione è stata provocata ieri mattina pochi minuti prima delle 8 davanti all'Istituto professionale per i servizi sociali "Falcone-Morvillo" in via Galanti, nei pressi del Tribunale: uccisa una studentessa di 16 anni di Mesagne (nella foto Melissa Bassi), gravissima un'altra sua compagna di classe, Veronica Capodieci, anche lei di Mesagne, operata nell'ospedale di Brindisi e trasferita in rianimazione a Lecce nel pomeriggio,  feriti altri 6 ragazzi ricoverati all'ospedale "Perrino" di Brindisi. L'ordigno, composto da tre bombole di gas collegate tra loro, era collocato su un muretto o forse in un cassonetto dell'immondizia adiacente al muro. Sul posto sono arrivati sia gli uomini del Ros dei carabinieri sia quelli del Servizio centrale operativo della polizia. Le scuole della città sono state evacuate dagli studenti. L'obiettivo era sicuramente la scuola. Gli inquirenti stanno battendo tutte le piste, ma propendono per la pista mafiosa. L 'ordigno esploso davanti ala Morvillo-Falcone potrebbe essere collegato ad altri episodi avvenuti nella zona. A Mesagne, la notte tra l'1-2 maggio era stata danneggiata da una bomba la macchina del presidente dell'antiracket. Qualche giorno dopo un'operazione della Polizia, sempre a Mesagne, ha smantellato un'organizzazione mafiosa legata ala Sacra Corona Unita. Intanto si effettuano perquisizioni in casa di noti pregiudicati della zona e si controllano i loro alibi delle ultime ore. 

 A Brindisi è giunto il vicecapo della Polizia, Cirillo. "E' un attentato bestiale. Gli studenti sono la speranza, non si può morire così - ha detto Cirillo - Vogliamo fare subito chiarezza e verità". Nella città pugliese anche i vertici del Servizio centrale operativo, che affiancheranno un pool di investigatori locali.

Il procuratore antimafia Piero Grasso ha lasciato Milano per raggiungere la Puglia. Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo è partito subito per Brindisi. Sul posto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. "Giornata orribile. Uccidono ragazzi. Ora dobbiamo capire chi è il nemico che abbiamo di fronte", dice Vendola, che sottolinea l'urgenza di "dare una risposta forte e chiara ai barbari". "Avere una figlia che va a scuola e non torna più a casa è un'offesa, un oltraggio, un sacrilegio, cui dobbiamo reagire con durezza". Agli assassini "dobbiamo poter dire" che "la coscienza civile" di "tutta Italia li manderà all'inferno". Il governatore della Puglia dice infine che "a Brindisi è in corso un coro a corpo contro la Sacra Corona Unia". E ricorda che sono stati "sequestrati beni e terreni". E c'è anche l'assessore regionale alla Protezione Civile, Fabiano Amati, che dice: "Un muro della scuola è completamente annerito e ci sono detriti ovunque. E' un disastro". Vendola e Amati sono andati poi nell'ospedale per far visita ai feriti.

L'ex ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni, sollecita "una risposta coesa nella lotta al terrore". "Lascia sconcertati e profondamente addolorati - ha detto Fioroni - il gravissimo attentato davanti l'Istituto professionale Morvillo-Falcone a Brindisi". "Colpire gli studenti e la scuola - ha proseguito l'ex ministro - è un atto ignobile, vergognoso, contro il quale occorre una straordinaria risposta coesa nella lotta al terrore. Occorre una indignazione delle coscienze che parta dai nostri giovani e dalla scuola italiana, che nei momenti difficili hanno sempre rappresentato il cemento di unità del Paese, una risposta che richiami tutti al fatto che nel dramma della crisi economica c'é posto per la speranza e non ce n'è alcuno per la violenza e il terrore".


fonte altroquotidiano.it



15/05/2012

Errori nella dichiarazione dei redditi: come coreggere modello Unico e 730? Quali sono quelli da evitare? Che procedure bisogna seguire?

Ecco gli errori da evitare in caso di compilazione del modello 730

 

Chi ha utilizzato il modello 730 per dichiarare i propri redditi, deve controllare attentamente il prospetto di liquidazione delle imposte (modello 730/3) ricevuto dal sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente previdenziale) o dall'intermediario (Caf o commercialista), per verificare che non ci siano errori di compilazione o di calcolo. Qualora ci siano degli errori, bisogna rivolgersi al più presto a chi ha prestato l'assistenza, affinché provveda a sanarli e a redigere un modello 730 "rettificativo" in tempo utile per effettuare i conguagli nella busta paga o nella mensilità di pensione.

 

Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di indicare degli oneri deducibili o detraibili, ci sono due possibilità:

 

  • presentare, entro il 25 ottobre, un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione (indicando il codice 1 nella relativa casella "730 integrativo" presente nel frontespizio). Il modello 730 integrativo deve essere presentato ad un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all'ente pensionistico;
  •  presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta successivo.

Se ci si accorge di aver indicato in modo inesatto i dati del sostituto d'imposta o di non aver fornito tutti i dati per consentire di identificarlo, è possibile presentare entro il 25 ottobre un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere tali dati. Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche (entro i termini prescritti) e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all'importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d'imposta.

  fonte intrage

Quanto costano i dipendenti pubblici?

2.849 euro ciascuno. E’ questo il costo che ogni cittadino italiano spende per i dipendenti pubblici. Molto più della Germania (2.830), meno invece di Grecia (2.436) e Spagna (2.708).

Il vero problema non è però il livello della spesa, allineato alla media europea dell’11,1% del prodotto interno lordo. E’ invece la sua efficienza come stabilisce un rapporto della Corte dei Conti. All’interno della relazione è previsto un grafico che mostra come la produttività, cresciuta nel 2010 di oltre il 2%, sia tornata lo scorso anno a zero, ricominciando nel 2012 a scendere e provocando di nuovo un aumento del lavoro a causa di assenza di meritocrazia.

In Italia i dipendenti pubblici a fine 2010 erano 3.458.857: 67.174 in meno rispetto a un anno prima. L’unico luogo in cui paghe e dipendenti continuavano ad aumentare è Palazzo Chigi. Nel 2010 si spendevano per gli stipendi al personale 198 milioni e 700 mila euro: l’11,2% in più in un solo anno.
 

12/05/2012

Sos Debiti

Da : CODICI-centro per il diritto del cittadino


Pignoramenti, fermi amministrativi, cartelle esattoriali da record. Se anche tu sei vittima delle Agenzie di riscossione crediti, contattaci. Uno staff di legali seguirà il tuo caso.Telefono: 06.5571996, e-mail: ricorsiequitalia@codici.org

I CASI

Per una cartella esattoriale di 322.830, 41 Euro si vede decurtare l’intera pensione di circa 1.000, 00 euro. E’ quello che è successo ad un povero pensionato malato di cuore che si è visto pignorare la pensione di invalidità di 813, 09 euro mensili e l’assegno di invalidità civile di 234, 00 euro mensili. Una ingiustizia ai danni di un cittadino con gravi difficoltà economiche, confermata anche da una sentenza della corte costituzionale che ha stabilito che le pensioni erogate dall’INPS e dall’INPDAP possono pignorabili nella misura di un quinto e non nella totalità dell’imposra come sta accadendo al nostro assistito
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un cittadino romano si è visto ipotecare da Equitalia spa i propri immobili a garanzia di un pagamento di crediti scaduti. Il debito del cittadino era di poco superiore ai 5.000 euro e quindi inferiore agli 8.000 euro previsti come limite per poter procedere con l’iscrizione ipotecaria sugli immobili. Equitalia non può, infatti, iscrivere ipoteca per debiti inferiori ad 8.000,00 euro in forza dell’art. 76 del DPR 602/73”
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Casi fuori da ogni logica non mancano, tra questi quello delle così dette “cartelle lumaca”: così lente da arrivare con 34 anni di ritardo. Risale al 1978, infatti, il debito per il quale M.A. deve pagare 610,10 euro ad Equitalia. Un vero e proprio paradosso, una situazione assurda che dà l’idea di quanto sia complicata e poco efficiente la realtà del recupero crediti in Italia
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E’ un imprenditore con debito tributario nei confronti di Equitalia di circa 25.000 euro e proprietario di un unico immobile del valore di circa 700.000 euro su cui l’Ente ha iscritto un’ipoteca. L’imprenditore ha avuto cognizione e conoscenza della attività cautelare di Equitalia solo in un secondo momento, in quanto mai nessuna notifica o comunicazione dell’ipoteca è stata a lui fatta. Sono diversi i punti oscuri della vicenda su cui l’imprenditore pretende chiarimenti. Anzitutto va precisato che le cartelle oggetto di ipoteca sono state quasi totalmente sgravate perché erano, a loro volta, state “contestate” per mancanza dei presupposti dell’imposizione tributaria. L’imprenditore aveva inoltre ottenuto una rateizzazione su un importo di poco superiore a 3.000 euro. E’ bene ricordare che, con la sentenza della Suprema Corte n. 4077 del 20/02/2010, l’ ipoteca immobiliare può essere iscritta solo se il debito del contraente è superiore a 8.000 euro
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Un povero pensionato di 85 anni si è visto recapitare non solo il fermo amministrativo alla macchina ma anche l’ipoteca alla casa. Secondo una recente sentenzaè illegittimo il “preavviso” di fermo amministrativo dell’autovettura, emesso da Equitalia E.TR. s.p.a., se per il credito che si vuole garantire l’agente della riscossione ha precedentemente iscritto anche un'ipoteca sull'immobile del debitore
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Una donna a causa di una cartella Equitalia derivata da multe di 6.800 euro si è vista reacapitare una ingiunzione di pagamento ed un fermo amministrativo dell’autovettura. La cartella equitalia è stata notificata con timbro illeggibile
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Una signora, in seguito alla morte del marito, si rivolge al caf per la dichiarazione dei redditi. a causa di un errore del CAF le arriva una cartella di 5.000,00 euro dall’agenzia dell’entrate.
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F. disoccupato ha ricevuto una Cartella da 6.300€ (spazzatura, multe, bolli, abbonamenti tv,Irpef) notificata il 3.5.2012. Ingiunzione di pagamento.
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M. ha venduto la macchina nel 2001.
Arrivano multe successive alla data di vendita che imputano a lui e non al nuovo proprietario. M. fece presente all’epoca dei fatti che le multe non erano sue, che il proprietario era cambiato.
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L’Equitalia ha bloccato senza avviso 300 € dalla pensione di L.
L. ha chiamato l’INPS che non le ha saputo dire il motivo, né ha voluto farlo, ma ha semplicemente detto che l’Equitalia poteva bloccare e decurtare la pensione senza avvisare. L. non ha nulla in mano, nessuna cartella o avviso.
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F. 3.000€ fermo amm.tivo (cartella derivata da bolli (2001/2006); tarsu)
Notificata il 5 aprile con scadenza 5 giugno
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P. socio amministratore di una s.n.c., scrive perché ha un enorme problema. Dopo aver preso accordi con Equitalia per la rateizzazione di cartelle riguardanti IVA,contributi INPS non pagati dal 2006 al 2011; ad un certo punto ha dovuto sospendere i pagamenti per problemi economici. All'arrivo di altre cartelle si è recato presso gli uffici di Equitalia per rateizzare quest'ultime, rendendosi conto che per ogni cartella sospesa veniva rifatto il calcolo aggiungendole alle più recenti. Qualche giorno fa si è ritrovato in azienda, l'ufficiale giudiziario dell'Equitalia che, voleva procedere al sequestro degli strumenti di lavoro, ipotecare gli immobili,mettendolo al corrente che il debito ammontava a 472.000€, il giorno stesso si è recato nuovamente da Equitalia per avere ulteriori chiarimenti e gli è stato comunicato che il debito si era quasi raddoppiato arrivando ad una somma superiore ai 600.000
LA GIURISPRUDENZA

Equitalia non può iscrivere ipoteca per crediti inferiori a € 8.000
Tribunale Lamezia Terme Data: 21 novembre 2011
L'errata iscrizione ipotecaria da parte di Equitalia ETR spa, illegittima sia perché tardiva, sia perché eseguita con riguardo ad un credito tributario di importo inferiore alla soglia di euro 8.000,00 prefissata dal legislatore per detta iscrizione, configura un danno risarcibile nella misura della caparra ceduta per un acquisto non andato a buon fine per essersi l'acquirente ritratto a causa del gravame contestato.
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Equitalia non può azionare più volte e con diversi strumenti lo stesso credito.
Autorità: Comm. trib. prov.le Bari sez. II Data: 11 giugno 2011
Numero: n. 177
È illegittimo il "preavviso" di fermo amministrativo dell'autovettura, emesso da Equitalia E.TR. s.p.a., se per il credito che si vuole garantire l'agente della riscossione ha precedentemente iscritto anche un'ipoteca sull'immobile del debitore.
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Equitalia deve agire con prudenza e non può vessare il cittadino
Autorità: Comm.trib. prov.le Bari sez. XXI - Data: 11 febbraio 2011
Numero: n. 30
La c.t.p. di Bari accoglie il ricorso del contribuente e condanna Equitalia rea di aver "agito senza la normale prudenza che l'art. 96 c.p.c. prevede […]". In particolare, l'iscrizione dell'ipoteca precedentemente alla comunicazione del rigetto dell'istanza di rateazione ha determinato un'illegittimità dell'intero procedimento di riscossione.
Autorità: Comm.trib. prov.le Bari sez. IV - Data: 09 marzo 2010
Numero: n. 56

È illegittima l'iscrizione di ipoteca sui beni del debitore ai sensi e per gli effetti dell'art. 77 d.P.R. n. 602 del 1973, eseguita subito dopo aver concesso la dilazione del pagamento del debito iscritto a ruolo a norma dell'art. 19 dello stesso decreto, così come modificato dall'art. 83 comma 23 lett. a) d.l. 25 giugno 2008 n. 112, dal momento che tale disposizione, nel regolare la rateazione, non prevede alcuna garanzia a favore del Concessionario della riscossione e, piuttosto, con detta novella del 2008 è stata espressamente abrogata quella parte del comma 1 dell'art. 19 che subordinava la concessione della rateazione alla prestazione di garanzia fideiussoria o ipotecaria proprio al fine di accrescere le capacità di pagamento dei contribuenti
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Equitalia deve dare prova della pretesa creditoria. Non è sufficiente una dichiarazione e deve consentire l’accesso agli atti quando viene richiesto.
Autorità: T.A.R. Reggio Calabria Calabria sez. I - Data: 26 ottobre 2011 Numero: n. 767 Parti: G. C. Soc. Equitalia
Fonti: Foro amm. TAR 2011, 10

La previsione dell'art. 26, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 non legittima sicuramente Equitalia a smarrire o distruggere le cartelle di pagamento prima di aver effettuato l'esecuzione, né individua una modalità di accesso ai documenti, ma disciplina il rapporto giuridico corrente tra l'agente della riscossione e il debitore, con specifico riferimento all'onere probatorio della pretesa di pagamento. Il che comporta che qualora sia ancora pendente l'esecuzione anche decorso il quinquennio dalla loro notifica l'accesso ai ripetuti atti non può essere negato, giacchè è solo sulla scorta degli stessi che può essere comprovata, con onere a carico dell'agente di riscossione, l'idoneità del titolo esecutivo e non opposto nei termini di legge a sorreggere validamente le pretese di cui trattasi ovvero a sorreggere validamente dinieghi di rilascio di certificazioni di regolarità fiscale.

Autorità: T.A.R. Catanzaro Calabria sez. II Data: 07 ottobre 2010
Numero: n. 2597
Equitalia è un gestore di servizio pubblico, in quanto tale tenuta a garantire il diritto di accesso ai sensi degli art. 22 e ss., l. n. 241 del 1990

FONTE CODICI

10/05/2012

L'INPS ANNUNCIA CHE TROVEREMO NELLA NOSTRA POSTA UNA BUSTA ARANCIONE, MA COS'E' ?

Mastrapasqua, Inps pronta a inviare la busta arancione

INPS,BUSTA-ARANCIONE,PENSIONI,

Ora è ufficiale. La tanto attesa busta arancione che stima l'importo atteso della pensione arriverà finalmente ai lavoratori italiani iscritti all'Inps. Lo ha annunciato stamani il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, intervenuto al convegno di apertura della Giornata nazionale della previdenza in corso fino a sabato 12 maggio a Milano.

Scopri cos'è la busta arancione.

“Per troppo tempo è stato detto che che l'Inps non è stato in grado di dare la busta arancione ai suoi 22 milioni di scritti”, ha spiegato Mastrapasqua, “ma il problema è che gli archivi dell'istituto non erano puliti. Oggi abbiamo fatto un'enorme operazione di pulizia e abbiamo sistemato quasi totalmente i nostri database. Adesso stiamo cercando di delineare gli scenari in base ai quali fornire. Quindi ora sono in grado di affermare che l'Inps a brevissimo partirà con la simulazione del calcolo della pensione, al quale si potrà aggiungere anche una stima di quanto si otterrà in più prolungando il tempo di permanenza al lavoro. A questo punto mi auguro che facciano altrettanto le altre casse di primo pilastro”.

Il presidente dell'Inps ha anche ricordato che l'Inpdad, l'ente di previdenza pubblico confluito nell'Inps, è ancora indietro nell'aggiornamento degli archivi e per ora quindi la busta arancione non potrà arrivare ai dipendenti pubblici. Sul fronte della questione esodati Mastrapasqua ha invece assunto una posizione netta: “Finora non mi sono esposto sul tema degli esodati, ma vorrei ricordare che è una questione di diritti e ridurlo a un numero mi sembra una mortificazione. Non si può rimandare il problema al prossimo governo. Che siano 60, 80 o 100 mila bisogna stabilire regole precise. Chi deve essere pagato va pagato, che sia con il vecchio sistema o con ammortizzatori sociali”.

Per quanto riguarda il diverso trattamento previdenziale dei giovani rispetto ai loro genitori, il presidente ha sottolineato: “L'equità resta un tema che dovrebbe essere preso in considerazione, c'è una disparità tra chi percepisce oggi le pensioni e chi invece dovrà contare su un puro sistema contributivo. Una grande parte dei lavoratori oggi riceve un'integrazione da parte dello Stato nella pensione rispetto a quanto ha versato, circa un 30-40% in più di quanto avrebbe con un sistema contributivo”.

08/05/2012

APPRENDISTATO/ L'esperto: vi spiego cosa non funziona nel "contratto per i giovani"


 


 

Il 25 aprile scorso è entrato a pieno regime il DLgs 167/2011 in materia di apprendistato che, abrogando gli articoli da 47 a 53 del DLgs 276/2003 (cd. Legge Biagi), definisce adesso questo rapporto di lavoro come un “contratto di lavoro a tempo determinato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani”. Insieme a Eugenio Gotti, esperto di politiche dell’istruzione e formazione professionale, cerchiamo di analizzare i pro e i contro dei vari livelli di apprendistato, per capire se tale tipologia di contratto è destinata a "diventare la forma tipica di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani", come ha annunciato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Dobbiamo aspettarci una rivoluzione?

L’apprendistato non diventerà un contratto unico prevalente di inserimento, ma continuerà a rappresentare una modalità che le aziende potranno utilizzare in rapporto a quanto questo verrà ritenuto utile e conveniente. Non ci troviamo quindi davanti a una rivoluzione, anche se il decreto legislativo 167 entrato in vigore il 25 aprile scorso porta alcune novità interessanti che, a certe condizioni, potranno rendere più appetibile questo strumento alle aziende.

Per esempio?

La condizione principale affinché il contratto di apprendistato possa davvero diventare utile è che effettivamente le parti sociali ne riconoscano il valore formativo nella contrattazione collettiva e si adoperino di conseguenza.

Facciamo un passo indietro. Cosa può dirci dei vari livelli di apprendistato?

Ne esistono tre: il primo è per i più giovani, quindi per gli apprendisti minorenni, ed è finalizzato all’acquisizione di una qualifica professionale o diploma professionale.

C’è poi il secondo livello.

Sì, ed è un apprendistato di mestiere, rivolto sempre a giovani entro i 29 anni, ma comunque maggiorenni. Per questo non ha come obiettivo l’acquisizione di un titolo di studio, ma sostanzialmente l’apprendimento di un mestiere.

Eccoci infine al terzo.

L’ultimo livello è per l’acquisizione di un titolo di studio di alta formazione. In particolare per questo livello e per il primo, cioè quelli destinati all’acquisizione di un titolo di studio, l’impegno formativo è naturalmente molto maggiore rispetto all’apprendistato di secondo livello.

Quindi?

Per le aziende diventa quindi difficile assumere un apprendista, tenendo conto del fatto che per il primo livello parliamo di almeno 400 ore di formazione strutturata all’anno. Sono certamente un impegno significativo, e perché possano diventare appetibili è necessario un salario proporzionato all’impegno formativo, come avviene in Francia o in Germania, dove di norma il salario di un apprendista corrisponde al 40% di quello di un normale lavoratore a parità di livello.

Invece in Italia?

In Italia si usa la sottoqualificazione di due livelli, che non produce un risparmio così significativo per le imprese, e il salario dell’apprendista è intorno all’80% di quello di un lavoratore qualificato. Questo ovviamente non facilita l’assunzione con questo tipologia di contratto.

La norma non consente anche la contrattualizzazione con un salario proporzionale?

Sì, ma il problema è che i contratti collettivi di lavoro devono prevederlo, quindi è in qualche modo responsabilità delle parti sociali andare in questa direzione, cosa però molto rara. Da questo punto di vista sembra che non si creda molto nella funzione formativa dell’apprendistato e del lavoro.

Come mai?

Lo dico pensando al disegno di legge Fornero, che introduce ulteriori modifiche al decreto legislativo 167. Se verrà approvato così come è stato varato dal Consiglio dei Ministri, a mio giudizio il nuovo dl renderà meno facile l’utilizzo dell’apprendistato: mi riferisco in particolare a un limite che è stato recentemente inserito, secondo cui le aziende possono assumere nuovi apprendisti solo se nei 36 mesi precedenti almeno il 50% degli apprendisti sono stati confermati, proseguendo quindi il rapporto di lavoro. Le aziende che non hanno confermato almeno la metà degli apprendisti nei 36 mesi precedenti non possono assumerne di nuovi.

Con quali conseguenze?

Da un lato questo aspetto rappresenterà un limite nell’utilizzo dell’apprendistato, ed è un approccio significativo perché in qualche modo non riconosce la vera funzione formativa dell’apprendistato. Questo perché in Italia non è ancora maturo il riconoscimento del valore formativo del lavoro.

L’apprendistato è comunque pronto a fare il suo debutto?

Il dl 167 è entrato in vigore e la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo previsto dalla norma per disciplinare l’apprendistato di primo livello. Inoltre anche le parti sociali stanno in buona parte adeguando i contratti per il nuovo apprendistato, quindi dal punto di visto legislativo è tutto sostanzialmente pronto. Ricordiamo che oggi il 90% degli apprendisti è assunto con il secondo livello, e la nuova normativa riduce la formazione pubblica a 120 ore nel triennio (mentre in passato era almeno di 120 ore all’anno), riconoscendo quindi alle Regioni il compito di formare sulle competenze di base e trasversali, mentre l’alta formazione è riconosciuta totalmente in capo alle aziende. In questo modo il contratto di apprendistato di secondo livello viene in qualche modo sburocratizzato e portato maggiormente nell’orbita del rapporto di lavoro, ed è certamente un fatto positivo perché le aziende avranno la possibilità di formare l’apprendista secondo i propri bisogni.

 

(Claudio Perlini) 

fonte ilsussidiario.net

 

04/05/2012

Di crisi si muore: 32 imprenditori suicidi da inizio anno

 

 

Secondo uno studio CGIA di Mestre sono 32 gli imprenditori suicidi dall'inizio dell'anno. Un dato tristissimo che deve far rifletterere

 




 

Dall’inizio dell’anno, la crisi ha ucciso 32 imprenditori che, hanno preferito il suicidio al fallimento della propria azienda.

E’ questo il tristissimo calcolo, seppur approssimativo e, di sicuro provvisorio, realizzato dalla CGIA di Mestre. La regione più colpita è il Veneto con 10 suicidi, seguita dalla Puglia e dalla Sicilia, con 4 suicidi e dalla Toscana con 3.Difficile dare una risposta esaustiva delle cause di queste tragedia; tuttavia, sottolinea la CGIA, “la mancanza di liquidità è il denominatore comune che si riscontra in quasi tutti questi drammi: senza contare che molti imprenditori, a seguito del mancato pagamento da parte dei committenti, sono sprofondati nella crisi più profonda senza riuscire a risollevarsi”.

Per questo la CGIA chiede, così come è già stato fatto qualche settimana fa dalla Regione Veneto,  di istituire a livello nazionale un fondo di solidarietà per l’erogazione di mutui in favore di piccoli e medi imprenditori in chiara situazione di difficoltà economica e finanziaria e privi di accesso al credito bancario o ai quali sono stati revocati affidamenti da parte di banche o intermediari creditizi e noi di Lavoro e Diritti ci accodiamo all’appello.

Tra il 2008 ed il 2010, sempre secondo uno studio della CGIA di Mestre, i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%, mentre i tentativi di suicidio, sempre legati alle difficoltà economiche, sono cresciuti leggermente meno: + 20%.

In termini assoluti, a fronte di 150 suicidi per ragioni economiche registrati nel 2008, nel 2010 (ultimo anno disponibile) i gesti estremi per motivi economici sono saliti a 187, mentre i tentativi di suicidio sono passati da 204 a 245.

L’ultimo gesto estremo in ordine di tempo è di ieri, 3 maggio, quando un ex imprenditore di 54 anni, si è barricato negli uffici dell’Agenzia delle Entrate di un paesino Lombardo, ha tenuto in ostaggio 15 persone per poi, al termine della giornata, liberarli e consegnarsi ai Carabinieri. “Non ho soldi, mi ammazzo, sono disperato, o mi uccido o faccio una strage”.

Queste non sono proprio il genere di notizie che vorrei dare, ma ho sentito il dovere di farlo, fosse solo come forma di denuncia e perchè, tacere queste cose, non parlarne aumenterebbe solo l’assordante silenzio che circonda chi si trova in questa triste situazione.

Qualcuno faccia qualcosa, le istituzioni, le banche, il governo, prendano provvedimenti perchè, se è vero che, come ha detto Monti, per la crescita ci vuole tempo, le imprese o meglio, gli imprenditori che hanno i conti in rosso, che sono costretti a chiudere la baracca, non possono più aspettare.

Non possono aspettare neanche i lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro e, con esso, anche la dignità.

Si intervenga prima che il nostro paese diventi un paese di zombi che vagano per la città senza prospettive e senza futuro. Politici che andate in vacanza spendendo migliaia di mila euro e che, per non fare praticamente nulla state dissanguando il vostro paese, passatevi una mano sulla coscienza.

“Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi”. John Fitzgerald Kennedy

fonte lavoroediritti.com

 

     

 

02/05/2012

"Pensioni d'oro", governo battuto Stop a quelle dei manager pubblici



(AGI) - Roma, 2 mag. - Il governo e' stato battuto in aula al Senato durante le votazioni degli emendamenti al dl correttivo del decreto liberalizzazioni che verte principalmente sulle commissioni bancarie. L'emendamento delle opposizioni, che elimina dal testo le norme sulle pensioni dei manager pubblici, aveva ricevuto il parere contrario dell'esecutivo e, sottoposto a votazione, e' stato approvato con 124 voti favorevoli, 94 contrari e 12 astenuti.


La Lega: "abbiamo affossato il salva-vergogna"

Il Senato ha approvato quattro testi gemelli presentati da Idv, Lega e Pdl: viene soppresso il comma 2 dell'articolo 1 che cancella le norme sul trattamento previdenziale dei manager pubblici in presenza del tetto sugli stipendi. La legge equiparava le pensioni piu' alte dei funzionari dello Stato a quella del primo presidente di Cassazione, nonostante la riduzione gia' disposta per gli stipendi.