18/06/2011
L’economia cinese al secondo posto nel mondo
di Giovanni De Sio Cesari
Il governo del Giappone ha confermato che nel 2010 il valore nominale del suo prodotto interno lordo è stato inferiore a quello della Cina, 5,47 miliardi di dollari rispetto ai 6 miliardi annunciato da Pechino, il 20 gennaio quando ha presentato un aumento di oltre il 10 %
La Cina, superato il Giappone, è pertanto divenuta la seconda economia del mondo dopo solo a quella degli Stati uniti. La notizia non ha sorpreso perché ormai la cosa era prevista da tempo.
Queste non significa assolutamente che i cinesi abbiano in media un reddito tra i più alti del mondo: ci si riferisce infatti al prodotto lordo nazionale che va diviso per il numero di abitanti del paese che in Cina, come si sa, è altissimo, intorno a un milione e 300 milioni.
Pertanto il PPP che misura il reddito medio, per i cinesi è ancor molto basso molto più basso di quanto si creda comunemente. Esso infatti è di appena $ 5.600 pari al malandato Egitto, inferiore a quello della Tunisia in rivolta ($ 7,200) lontanissima da quello da quello americano ($46,300), giapponese ($33,400) e anche italiano (31,200).
In realtà solo una parte della Cina, le fascia costiera, le città hanno avuto uno sviluppo rapidissimo. Ma ai grattacieli sfavillanti di Shangai e Pechino fanno ancora riscontro nelle sterminate campagne una massa di cinesi poverissimi. Certo non c’è più la fame e la carestia che in certi momenti dei tempi di Mao causarono milioni di morti per denutrizione ma le differenze sociali sono alte e le tensioni latenti esplosive. Tuttavia a differenza di altri paesi, come quelli arabi, vi è uno sviluppo molto rapido che attenua tutte l tensioni sociali: tutti hanno comunque un speranza concreta di miglioramento mentre nei paesi arabi invece quello che è venuta meno è stata proprio la speranza del domani, davanti a una regressione economica sempre più evidente.
Il ministro giapponese della politica economica Kaoru Yosano. ha dichiarato: “Non stiamo combattendo per essere i primi, ma per migliorare il benessere della popolazione. Da questo punto di vista, accogliamo con favore lì’ascesa della Cina come paese vicino”.
Il Giappone ha preoccupazioni più importanti come far fronte a un debito pubblico aumentato vertiginosamente nel 2010 e il rapido invecchiamento della popolazione, con il suo conseguente impatto sui conti previdenziali.
Con il 23% dei suoi 127 milioni di abitanti superiore ai 65 anni, il Giappone è oggi il paese a più veloce invecchiamento al mondo. Inoltre, l’Ufficio di Gabinetto giapponese, ha riferito oggi che tra ottobre e dicembre, il PIL del Giappone è sceso dello 1,1 per cento per la prima volta dal luglio-settembre 2009.
La Banca del Giappone e il governo concordano che l’economia sta subendo un rallentamento, ma sperano in un “rimbalzo verso l’alto”.
Mercato cinese dell’auto

Mentre l’industria automobilistica globale sta lottando per riprendersi dalla saturazione dei mercati dopo la crisi economica, il mercato cinese è divenuto il più grande e promettente del mondo: la case automobilistiche internazionali dell’auto lanciano i loro prodotti con strategie aggressive per conquistarlo.
La Volkswagen ha introdotto la sua nuova gamma Passat berlina medio-alta, che è fatta su misura per i cinesi : il modello sarà in concorrenza con Toyota Camry e Honda Accord.
La General Motors ha intenzione di introdurre più di 60 modelli nuovi o aggiornati e mira a raddoppiare le vendite a circa 5 milioni di unità nel suo piano quinquennale per il 2015 per il mercato cinese.
La Ford prevede di introdurre i suoi veicoli elettrici in Cina con tre modelli verdi e mira a spreentarne oltre 15 modelli i per i prossimi quattro anni.
Purtroppo come si vede la Fiat non pare partecipar a questa promettentissima corsa.
Tuttavia la Cina cercherà di portare avanti aziende nazionali prossimi anni, e investire di più nei veicoli di energia nuove, più rispettosi dell’ambiente. e prepara la 14 ° mostra internazionale dell’automobile a di Shanghai
Su Bo, vice ministro dell’industria e della tecnologia dell’informazione, stima che in Cina le vendite di veicoli saliranno da 18 a 23 milioni di unità entro il 2015,
Parlando in un forum in vista del salone dell’auto di Shanghai , Su ha detto che il mercato automobilistico tuttavia, non può ripetere la crescita esplosiva visto in passato durante la quale l’industria nazionale ha ignorato l’innovazione e lo sviluppo dei marchi propri della Cina.
“Le positive prospettive a lungo termine della nostra industria auto non sono cambiate”,- ha detto Su.-tuttavia, mentre siamo in rapida espansione la concorrenza in termini di qualità del prodotto è sempre più intensa. E imperativo per l’industria automobilistica per aumentare la capacità di innovazione, di trasformare il modello di crescita e la tecnologia di aggiornamento”.
12:22 Scritto da: cagliostro.due in Informazione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: cina, economia cinese, auto cinese, mercato cina auto, economia cinese nel mondo | OKNOtizie |
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